In breve
- Dopo cinque giornate e 50 partite della Serie A 2026/27, non si è ancora verificato uno 0-0 finale.
- In 17 incontri il primo tempo è terminato senza reti; nella ripresa sono arrivati complessivamente 40 gol.
- Il nuovo avvio supera il precedente riferimento delle prime cinque giornate, ma non coincide con il record di partite consecutive senza 0-0.
- Le serie dell’Inter e della Roma descrivono sequenze di squadra, non una previsione sui risultati successivi.
La Serie A 2026/27 è arrivata alla quinta giornata senza registrare un pareggio 0-0: su 50 partite, ogni incontro ha prodotto almeno una rete. È il primo avvio di questo tipo dal ritorno al campionato a 20 squadre nel 2004/05; il dato riguarda soltanto le prime cinque giornate e non anticipa ciò che accadrà nel resto della stagione.
Il perimetro qui considerato è quello delle partite di campionato concluse al 90’ più recupero. I numeri stagionali riportati si riferiscono alle prime cinque giornate e all’elaborazione del dataset dell’Osservatorio del Pareggio; non comprendono coppe, tempi supplementari o rigori. Le statistiche disponibili non indicano un giorno preciso di aggiornamento, perciò la rilevazione è identificata con la giornata raggiunta.
Che cosa rende particolare lo 0-0 mancato nelle prime cinque giornate?
Il dato centrale è semplice da verificare: nelle prime cinque giornate della Serie A 2026/27 si sono disputate 50 partite e nessuna è finita 0-0. La serie completa di avvii dal 2004/05 al 2025/26 aveva invece sempre incluso almeno una partita senza reti entro lo stesso tratto di campionato. La stagione corrente è quindi la prima, nell’archivio delle stagioni a 20 squadre, a superare quella soglia senza un pareggio a reti inviolate.
Il confronto va letto con un perimetro preciso. Non significa che lo 0-0 sia scomparso dalla Serie A, né che la frequenza dei pareggi sia necessariamente diminuita in tutte le sue forme. Significa soltanto che, nelle 50 gare iniziali considerate, nessuna squadra ha chiuso senza segnare e senza subire gol. Un 1-1 o un 2-2 resta un pareggio, ma non è uno 0-0; una vittoria per 1-0, invece, basta a escludere il risultato a reti bianche.
Il precedente più vicino indicato dai dati è il 2015/16. In quella stagione le prime quattro giornate erano terminate senza 0-0, ma la striscia si era interrotta nel quinto turno con Carpi-Napoli, conclusa senza reti. Il confronto chiarisce perché il nuovo avvio sia insolito: non si tratta soltanto di aver attraversato qualche turno iniziale senza pareggi a reti inviolate, ma di aver completato tutte le prime cinque giornate senza registrarne uno.
La distinzione fra risultato finale e situazione all’intervallo è altrettanto importante. In 17 delle 50 partite il primo tempo è terminato sullo 0-0, cioè nel 34% degli incontri. Tutte e 17 hanno poi prodotto almeno una rete entro il fischio finale. Perciò la notizia statistica non è che le partite siano partite sempre con un gol immediato: è che nessuna delle gare rimaste senza reti dopo 45 minuti è arrivata allo stesso punteggio finale.
Il dataset dell’Osservatorio, costruito sull’archivio aperto openfootball (pubblico dominio), conferma le 50 partite senza 0-0 finale e i 145 gol complessivi, ma registra 18 partite sullo 0-0 all’intervallo e 42 gol nella ripresa, contro i 17 incontri e i 40 gol dell’elaborazione citata qui: lo scarto dipende dal punteggio all’intervallo di una sola gara. Finché le due fonti non coincidono, i conteggi all’intervallo vanno letti con questa riserva. Sullo stesso dataset, ogni avvio di cinque giornate dal 2013-14 al 2025-26 conteneva almeno uno 0-0 finale; la serie di 122 partite senza 0-0 del 2021 e le strisce di Inter (135) e Roma (78) risultano identiche.
Questi numeri non misurano la qualità delle occasioni, la disposizione delle squadre o il valore di una difesa. Registrano punteggi e momenti della partita. Le espressioni squadre più difensive e difesa solida richiederebbero indicatori ulteriori e un campione più ampio; cinque giornate non bastano per trasformare un dato di risultati in un giudizio stabile sul comportamento di una squadra.
Come si separano i pareggi 0-0 all’intervallo da quelli finali?
Per leggere correttamente l’avvio occorre distinguere due conteggi: il numero di partite ferme sullo 0-0 all’intervallo e quello delle partite finite 0-0. Nelle prime cinque giornate del 2026/27 il primo conteggio è 17 su 50, mentre il secondo è zero. Usare un’unica etichetta per entrambe le misure nasconderebbe il passaggio più interessante, cioè la trasformazione del punteggio nella ripresa.
Il confronto stagione per stagione rende visibile questa differenza. La tabella riporta i dati delle prime cinque giornate, non l’intero campionato; le partite a tavolino sono escluse dal confronto storico indicato per i primi tempi. Per il 2026/27, l’elaborazione disponibile conta 50 incontri, 17 primi tempi senza reti e nessuno 0-0 finale.
| Stagione | Prime 5 giornate: 0-0 all’intervallo | 0-0 finale | Gol nella ripresa delle gare sullo 0-0 |
|---|---|---|---|
| 2021/22 | 13 | 2 | 26 |
| 2022/23 | 11 | 7 | 6 |
| 2023/24 | 12 | 5 | 10 |
| 2024/25 | 13 | 7 | 12 |
| 2025/26 | 20 | 5 | 23 |
| 2026/27 | 17 | 0 | 40 |
Campione: prime cinque giornate di ciascuna stagione; per il 2026/27, 50 partite. Aggiornamento: dopo la quinta giornata della stagione 2026/27. I valori storici e stagionali sono quelli del dataset dell’Osservatorio del Pareggio.
Il confronto con il 2025/26 è netto, ma va espresso con entrambe le quantità. Nella stagione precedente, 20 incontri erano sullo 0-0 al termine del primo tempo e 15 si erano sbloccati, secondo i dati forniti; nel 2026/27 si sono sbloccate tutte le 17 gare che presentavano lo stesso punteggio all’intervallo. La quota passa quindi dal 75% al 100%, ma si basa su 20 casi in una stagione e 17 nell’altra. È una differenza descrittiva fra due avvii, non una legge valida per ogni giornata futura.
Il risultato di metà partita non è un pareggio finale. Per la definizione adottata, il pareggio si conta soltanto sul punteggio conclusivo al 90’ più recupero. Questo criterio evita di confondere una fase temporanea della gara con l’esito registrato nelle statistiche dei risultati. Per approfondire la frequenza dei pareggi delle squadre di Serie A, occorre inoltre confrontare il numero di partite disputate e la categoria di risultato, senza sommare automaticamente 0-0 e pareggi con gol.
Il dato all’intervallo offre una lettura circoscritta: 17 gare hanno richiesto una rete nella ripresa per abbandonare il punteggio iniziale. Non dice quando sia arrivato il primo gol, né se la partita sia stata equilibrata. Per rispondere servirebbero tempi esatti delle reti e altri dati di gara, che non fanno parte della tabella qui utilizzata.
Quanti gol sono arrivati dopo un primo tempo senza reti?
Nelle 17 partite della Serie A 2026/27 iniziate con il punteggio di 0-0 e rimaste così fino all’intervallo, la ripresa ha prodotto 40 gol. La media è di 2,35 reti per incontro, ottenuta dividendo i 40 gol per le 17 partite. Nel confronto delle prime cinque giornate dal 2004/05, è il totale più alto riportato per questo specifico gruppo di gare; il precedente massimo indicato è di 37 gol nel 2016/17.
La media non significa che ogni gara sia terminata con due o tre reti nel secondo tempo. È una misura aggregata: alcune partite possono aver prodotto un solo gol, altre un punteggio più ampio. Nelle 17 gare considerate, 12 hanno avuto almeno due reti dopo l’intervallo e sette ne hanno avute almeno tre. La distribuzione evidenzia dunque che il totale di 40 non dipende soltanto da una sequenza uniforme di vittorie per 1-0.
Tra gli esempi citati figurano Inter-Napoli e Sassuolo-Juventus, entrambe sullo 0-0 alla pausa e concluse 3-2. In ciascun caso il secondo tempo ha portato cinque gol, contribuendo al totale delle 40 reti. Questi risultati illustrano un cambiamento concreto del punteggio, ma non spiegano da soli le cause: il dataset dei risultati non documenta scelte tattiche, occasioni create o errori individuali.
Il raffronto con il 2025/26 aiuta a misurare lo scarto: nelle 20 gare rimaste sullo 0-0 all’intervallo nelle prime cinque giornate, la ripresa aveva prodotto 23 gol. Nel 2026/27 i gol sono 17 in più, malgrado tre partite in meno in questa specifica categoria. Anche qui i campioni sono distinti e limitati a cinque turni; il confronto descrive due avvii, non l’intero rendimento offensivo delle squadre nel campionato.
Le 40 reti rappresentano il 46,5% degli 86 gol segnati complessivamente nella ripresa nelle prime cinque giornate e il 27,6% dei 145 gol totali del campione. Le percentuali hanno denominatori diversi: la prima confronta con tutte le reti del secondo tempo, la seconda con quelle dell’intera partita. Esplicitare il denominatore evita che una quota sembri riferirsi a un conteggio diverso da quello effettivo.
È possibile parlare di ripartenza del punteggio dopo un primo tempo bloccato, ma non dedurne una tattica prudente generalizzata. Lo 0-0 all’intervallo può derivare da molte situazioni differenti, mentre la ripresa può cambiare per ragioni che i soli risultati non registrano. Il conteggio dei gol dà la misura dell’esito, non una spiegazione tecnica del suo sviluppo.
Un contenuto video può mostrare singoli episodi, ma non sostituisce il conteggio dell’intero campione. Per mantenere la comparabilità, il dato statistico resta riferito alle 50 partite e alle reti registrate nei rispettivi tempi.
Quali record riguardano l’avvio e quali le sequenze delle squadre?
Il primato delle prime cinque giornate va tenuto distinto dalle sequenze consecutive di partite senza 0-0. Nel primo caso si misura una finestra fissa all’inizio di ogni stagione. Nel secondo si cerca una successione che può cominciare in un punto qualsiasi del calendario e attraversare più giornate, oppure interrompersi a stagione già inoltrata. Sono domande diverse e non condividono necessariamente lo stesso record.
Nell’archivio dal 2004/05, la sequenza più lunga di gare di Serie A senza uno 0-0 è indicata in 122 partite, dal 22 febbraio all’11 maggio 2021. La serie era iniziata dopo Benevento-Roma del 21 febbraio e si era interrotta con Cagliari-Fiorentina del 12 maggio. Il dato descrive il campionato nel suo complesso, non una squadra: ogni partita consecutiva della competizione contribuisce al conteggio.
Per le strisce individuali, il riferimento fornito è invece l’Inter, con 135 partite di Serie A consecutive senza un pareggio a reti inviolate. L’ultimo 0-0 considerato risale alla gara in casa della Sampdoria del 13 febbraio 2023; alla quinta giornata del 2026/27 la sequenza comprende gli ultimi 16 incontri del 2022/23, tre campionati completi e le prime cinque partite della stagione corrente. Il calcolo somma partite effettivamente disputate, non stagioni come unità astratte.
La Juventus aveva raggiunto 95 gare consecutive tra settembre 2019 e gennaio 2022. Tra le serie ancora aperte indicate nello stesso insieme di dati, la Roma è a quota 78 e il suo ultimo 0-0 è quello contro la Juventus del 1° settembre 2024. La parola “aperta” è importante: il conteggio resta valido soltanto fino alla partita successiva e cambia se la squadra chiude una gara senza segnare e senza subire reti.
Queste sequenze non dimostrano che una squadra sia incapace di pareggiare: escludono un solo punteggio esatto, non gli 1-1 o gli altri pareggi con gol. Non misurano nemmeno da sole una difesa solida. Una squadra può mantenere spesso la porta inviolata e vincere, oppure segnare e concedere reti; il clean sheet riguarda una porta rimasta imbattuta, mentre lo 0-0 richiede che nessuna delle due abbia segnato.
Per questo le squadre più difensive non si identificano contando soltanto gli 0-0. Servirebbero almeno i gol subiti, i risultati casa e trasferta e un periodo sufficientemente ampio. La serie dell’Inter è un record di assenza di un particolare punteggio; non è una graduatoria completa delle difese e non permette di prevedere il risultato della prossima partita.
Che cosa si può concludere sulle partite senza gol e sulle squadre?
Il campione delle prime cinque giornate offre una risposta chiara alla domanda sull’avvio, ma non autorizza affermazioni generali sul campionato intero. Sono 50 partite, una frazione della stagione. Il fatto che non vi sia stato uno 0-0 finale è verificabile; sostenere che nel 2026/27 il pareggio a reti bianche sarà raro fino all’ultima giornata richiederebbe dati che ancora non esistono.
Lo stesso limite vale per la frequenza dei pareggi. Il totale degli 0-0 è una parte della frequenza dei pareggi, non il suo equivalente: un 1-1 contribuisce al conteggio dei pareggi ma non a quello delle partite senza gol. Una valutazione completa dovrebbe riportare separatamente 0-0, 1-1, 2-2 e altri punteggi pari, specificando l’effettivo numero di incontri e la data di aggiornamento.
Un’analisi delle squadre dovrebbe inoltre distinguere casa e trasferta. Una squadra può aver registrato più pareggi in una delle due condizioni, ma senza il numero di gare giocate in ciascun contesto il confronto grezzo può risultare fuorviante. La pagina dedicata alle squadre con più pareggi in Serie A offre un punto di partenza per quella domanda; la lettura va comunque accompagnata da stagione, campione e distinzione tra esiti con reti e senza reti.
Non bisogna confondere neppure una porta inviolata con il punteggio 0-0. Se una squadra vince 1-0, ha ottenuto un clean sheet ma la partita non è terminata in pareggio. Se finisce 1-1, entrambe hanno segnato e il risultato è un pareggio, ma nessuna ha mantenuto la porta inviolata. La definizione del dato determina quindi quale colonna consultare e quale risposta si può ricavare.
Il richiamo alla tattica prudente può essere utile come ipotesi di lettura, non come risultato statistico già dimostrato. Per attribuire gli esiti a una scelta di gioco servirebbero informazioni sulla gara che non sono contenute nel solo punteggio. Il dataset qui considerato registra risultati finali, situazioni all’intervallo e reti nelle riprese, non intenzioni degli allenatori o qualità delle occasioni.
Il perimetro stabile rende invece possibile un confronto futuro. Dopo ogni nuova giornata si potranno aggiungere partite, verificare se la prima sequenza di 0-0 si interrompe e aggiornare le strisce delle squadre. Fino ad allora, la formulazione corretta resta circoscritta: nelle prime cinque giornate della Serie A 2026/27 nessuna delle 50 partite è finita senza gol, mentre 17 erano ancora sullo 0-0 all’intervallo e hanno prodotto 40 reti nella ripresa.
Quanti 0-0 ci sono stati nelle prime cinque giornate della Serie A 2026/27?
Nessuno: su 50 partite disputate nelle prime cinque giornate, tutte hanno avuto almeno un gol al termine dei 90 minuti più recupero.
Quante partite erano sullo 0-0 all’intervallo?
Sono state 17 su 50, pari al 34% del campione. Tutte hanno prodotto almeno un gol nella ripresa.
Qual è la più lunga striscia di Serie A senza uno 0-0 finale?
Nel dataset dal 2004/05 il record indicato è di 122 partite consecutive, dal 22 febbraio all’11 maggio 2021. È una sequenza del campionato, distinta dai record delle singole squadre.
Una serie senza 0-0 dimostra che una squadra ha una difesa solida?
No. L’assenza di uno 0-0 non misura da sola la tenuta difensiva e non esclude pareggi con gol. Per valutare la difesa servono altri indicatori, come le reti subite, il campione considerato e il rendimento casa-trasferta.
Il dossier completo Statistiche pareggi Serie A: tutte le stagioni dal 1994
